frantx | idutydu @ blow up magazine (it)

IMRONOISEDADAFOLK
Frantx
IDUTYDU · CD/LP/DL Carton Records · 11t-42:35

Arriviamo con qualche mese di ritardo a queste due recensioni di dischi carton records, etichetta francese che invece merita tutta l’attenzione possible. Quattro voci, tuba e synth giocattolo (Fanny Meteier), melodica e elettronica (Andrea Giordano), chitarra acustica ed elettrica (Pierre Pradier), batteria e elettronica (Marco Luparia, del quale abbiamo già scritto su BU#298): questo l’assetto per l’esordio dei Frantx, caleidoscopia internazionale avant-tutto che dichiara di muoversi da qualche parle tra Hello Kitty e Anthony Braxton. Al netto di qualche lungaggine forse e di qualche passaggio non sempre pienamente a fucco, il disco sorprende per feschezza e benvenuta follia: figlio ispirato e settimino di un quartetto coraggioso sino alla sfrontatezza nel mescolare davvero di ogni, tra gastriti imro, lucine pop Animal Collective, sgardi e sgorbi weird, libertà nella e dalle forma, caramelle noise-pop, ruggini industrial, bagliori avant, tecniche estese, amplificazioni eterodosse, folgorazioni glitch, estensioni elettroniche, fulmini jazz e chi più ne ha più ne metta, da Providence alla sede di un qualche conservatorio occupato da freaks 4.0. Su Bandcamp si definiscono une band glit-noise con sede a Parigi che crea musica in una dimensione iper-veloce in cui le individualità si sfociano, immerse in derive sonore post-internet. Suoni per ballerini dalle gambe strane, alla ricerca di nuovi modi di ascoltare e sognare, siamo molto curiosi di testarli dal vivo (è in preparazione un tour, speriamo capitino pure nel nostro derelitto paese): su disco sono molto, molto, molto promettenti. [7.9] Nazim Comunale

reviewSeb Brunfrantx, idutydu