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FRANTX – IDUTYDU

Di Fabio Gallato

I FRANTX preferiscono essere un equivoco vivo e confuso piuttosto che morire in un genere. 

Sorry I'm Feeling Emoji dura il tempo di una notifica e già non si capisce più chi stia parlando: la voce di Andrea Giordano, il vocoder che la mastica, o qualcos'altro che vive in mezzo. I FRANTX passano l'intero disco a giocare su questo confine, attraversandolo di continuo prima da un lato, poi dall'altro. Non è solo estetica glitch appiccicata sopra le canzoni: è la loro stessa musica che si comporta come un file corrotto, che si ripete, salta, si ristruttura e destruttura. Lo dichiara lo stesso titolo del loro album di debutto, "IDUTYDU", acronimo di I didn't understand that you didn't understand: il fraintendimento non è tanto un rischio del disco, che i nostri scelgono comunque di correre, quanto il suo programma.

Il quartetto - i francesi Fanny Meteier e Pierre Pradier e gli italiani Andrea Silvia Giordano e Marco Luparia - nasce a Parigi da un incontro tra improvvisatori e sperimentatori seriali. Hanno masticato tanto noise-punk, ma qui hanno scelto di mettere da parte la devozione per riscriverlo, trattandolo quasi come materiale di scarto da riciclare insieme a hyperpop, elettronica satura, piemontese, inteso come lingua, utilizzata a sorpresa in diversi frangenti. PINGU TRAUMA e BANANA PHONE BOI prendono un'iconografia pre e post internet e la fanno marcire dall'interno, fino a farla suonare più vicina a un incubo che a un meme. Il piemontese, dicevamo, quando arriva, non è per sentirsi a casa: è un'altra lingua straniera dentro un disco che di lingue ne parla tante, comprese quelle che nessuno ha ancora nominato.

Tenere insieme tutto questo per undici tracce non è gratis, perché “IDUTYDU” non è disco da compromessi facili. BARBIECUE si spinge fino all'harsh noise, LIQUIFY deve più di qualcosa agli Xiu Xiu, e il disco non addolcisce mai la transizione tra un estremo e l'altro. Ma "IDUTYDU" forse non va capito fino in fondo, e d'altronde lo dice il titolo stesso, lo confermano i pezzi. I FRANTX preferiscono essere un equivoco vivo e confuso piuttosto che morire in un genere.